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INCONTRO CON SABRINA MATRANGOLA

similINCONTRO CON SABRINA MATRANGOLA

Sabato 18 Febbraio 2017, la scuola secondaria di 1° “Don Tonino Bello” di Taurisano si preparava ad accogliere con tanta gioia, ma anche e soprattutto con rispetto la sig.ra Sabrina Matrangola, figlia della coraggiosa Renata Fonte, vittima di mafia.

La donna dopo essere stata ospitata da noi ragazzi con un cartellone che raffigurava sua madre e con altri sul “progetto Legalità”, ha cominciato a raccontarci la storia della vita di Renata.

Sua madre amava molto il paese in cui aveva trascorso la sua infanzia e la sua adolescenza. A soli diciassette anni infatti era dovuta andare via da Nardò per seguire Attilio Matrangola, suo futuro marito. A causa del lavoro di Attilio, Renata è costretta a viaggiare per tutta l’ Italia e solo dopo molti anni fa ritorno a Nardò. Qui studia, diventa  insegnante e Segretario del Partito Repubblicano italiano; inoltre inizia a dirigere il Comitato per la tutela di Porto Selvaggio. Decide poi di candidarsi e diventare la prima Consigliere ed Assessore del suo Partito. Lavora  anche  nell’ assessorato della Finanza, dello Sport, dell’ Istruzione e della Cultura. Nonostante tutto però riusciva sempre a trascorrere del tempo con le due figlie, Viviana e Sabrina, fino a quando non viene  a conoscenza di alcune speculazioni edilizie proprio nell’area di Porto Selvaggio. La notte tra il 31 Marzo e il 1 Aprile, viene assassinata a pochi passi da casa. Aveva soli trentatré anni.

Nel momento in cui Sabrina, con le lacrime agli occhi, ci  ha raccontato che, a causa della mafia, nel pieno dell’adolescenza, non ha più potuto sentire il rumore dei tacchi, il profumo dei fiori che le comprava  e l’ affetto della mamma, ci siamo emozionati anche noi ragazzi. Quella bambina aveva perso la sua ragione di vita.

Dopo  averle posto alcune domande e aver scattato alcune foto ricordo di questo giorno memorabile, Sabrina è andata via in compagnia dei suoi due figli, triste ma allo stesso tempo felice per “ aver trasformato il dolore in impegno” e aver condiviso con noi ragazzi il suo triste racconto familiare.

                                                                    Maria Loreta De Paola 3B 

L’Incontro di sabato mi ha veramente colpita …

E’ incredibile quanto le persone sia così brutali e crudeli nei confronti di una donna meravigliosa, come Renata Fonte, che avrebbe voluto solo salvare il suo Salento!

Un Salento diviso a metà.

Da una parte la bellezza del mare, degli alberi di ulivo e dei caratteristici paesaggi; l’onestà della gente che lavora dignitosamente andando avanti quotidianamente con sacrifici.

Dall’altra la criminalità che lo vorrebbe distruggere.

Renata Fonte era una grande donna, proprio come sua figlia, Sabina che, ancora oggi, ricorda con gli occhi pieni di lacrime, l’orribile episodio accaduto alla madre.    

E’ riuscita ad andare avanti con coraggio raccontando, nell’incontro avuto nel nostro auditorium il 18 febbraio, la necessità di essere forti nella vita e l’importanza della “LIBERTA’” nel vero senso della parola.

Siamo forti anche noi, combattiamo la mafia per un futuro migliore!

                                                                                     ORLANDO ARIANNA 3 A

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